Nascita dell’IA
anni 1950–anni 1970 · Conferenza di Dartmouth e la Prima Ondata
Nell’estate del 1956, in una piccola città del New Hampshire, negli Stati Uniti, un gruppo di giovani scienziati si riunì per discutere della possibilità di conferire alle macchine l’intelligenza umana. Il termine «artificial intelligence» era già apparso nella proposta del 1955; il workshop di Dartmouth contribuì a trasformare quel programma di ricerca nell’identità di un nuovo campo accademico.
Il decennio successivo vide gli scienziati pieni di ottimismo riguardo alle reti neurali, ai sistemi di ragionamento e alla robotica, inaugurando la prima età dell’oro dell’IA. Sebbene molti sogni di quest’epoca non si siano realizzati immediatamente, il lavoro pose basi importanti per lo sviluppo successivo dell’IA.
La ricerca sull’IA di quest’epoca si concentrò su tre direzioni principali: il simbolismo (basato su logica e regole), il connessionismo (reti neurali) e il comportamentismo (cicli percezione-azione). Queste tre direzioni si sono alternate alla guida nella storia dello sviluppo dell’IA.
Pietre miliari
Conferenza di Dartmouth
Il workshop di Dartmouth dell’estate 1956 contribuì ad affermare il nome «artificial intelligence» e la relativa agenda di ricerca come identità di un nuovo campo accademico; il termine era già presente nella proposta del 1955.
John McCarthy (1927–2011)
Logic Theorist
Allen Newell e Herbert Simon svilupparono il «Logic Theorist», uno dei primi programmi pratici di IA. Questo programma poteva dimostrare teoremi dai Principia Mathematica ed è spesso citato tra i primi programmi di intelligenza artificiale. Newell e Simon ricevettero il Premio Turing nel 1975.
Allen Newell e Herbert Simon
Percettrone
Frank Rosenblatt propose il modello del Percettrone, un primo influente modello di rete neurale artificiale. Il Percettrone è un semplice classificatore binario lineare che apprende a classificare i dati di input regolando i pesi.
Frank Rosenblatt (1928–1971)
Linguaggio Lisp
John McCarthy sviluppò il Lisp al MIT, uno dei primi linguaggi di alto livello strettamente associati alla ricerca sull’IA. La flessibilità del Lisp e la sua potente elaborazione simbolica ne fecero il linguaggio preferito per la ricerca sull’IA.
John McCarthy
General Problem Solver
Newell e Simon svilupparono il General Problem Solver (GPS), il primo programma di IA che tentava di simulare la risoluzione dei problemi da parte dell’uomo. Il GPS scomponeva la risoluzione dei problemi in scomposizione degli obiettivi e ricerca di sotto-obiettivi.
Allen Newell e Herbert Simon
Teorema di Convergenza del Percettrone
Frank Rosenblatt dimostrò la proprietà di convergenza dell’algoritmo di apprendimento del percettrone, mostrando che se i dati sono linearmente separabili, il percettrone convergerà sicuramente.
Frank Rosenblatt
Primo Robot Industriale
Unimate divenne il primo robot a lavorare su una catena di montaggio. Nel 1961 General Motors lo installò nello stabilimento di Trenton, nel New Jersey, per scaricare una macchina di pressofusione, togliendo dalla macchina i pezzi ancora roventi. Unimation costruì queste macchine per lavori difficili, pericolosi o monotoni per le persone.
Unimate
Percezione automatica di solidi tridimensionali
Nella sua tesi di dottorato al MIT del 1963, Larry Roberts descrisse un sistema per interpretare da immagini scene di semplici solidi poliedrici, un’importante base iniziale della visione artificiale tridimensionale.
Larry Roberts
Avvio di Project MAC
Il MIT avviò Project MAC nel 1963 sotto la direzione di Robert Fano per studiare il time-sharing, la computazione e la cognizione assistita dalla macchina. Il progetto di intelligenza artificiale del MIT, fondato nel 1959, vi partecipò in seguito; non erano un unico laboratorio fondato nel 1959.
Robert Fano
ELIZA
Joseph Weizenbaum creò ELIZA al MIT, uno dei primi chatbot. ELIZA simulava la conversazione di uno psicoterapeuta attraverso il riconoscimento di pattern, suscitando una profonda riflessione sull’interazione uomo-macchina.
Joseph Weizenbaum (1923–2008)
Il Robot Shakey
SRI International sviluppò Shakey, uno dei primi robot mobili autonomi in grado di percepire l’ambiente, pianificare percorsi ed eseguire compiti. Shakey combinava visione artificiale, elaborazione del linguaggio naturale e algoritmi di pianificazione.
SRI International
Teoria dei Frame
Marvin Minsky pubblicò il «Frame Paper», proponendo la teoria dei Frame per la rappresentazione della conoscenza. Questa teoria influenzò la successiva programmazione orientata agli oggetti e i metodi di rappresentazione della conoscenza.
Marvin Minsky
Personaggi importanti
John McCarthy
Padre dell’IA
McCarthy fu una delle figure fondatrici dell’IA. Coniò il termine «Intelligenza Artificiale» e sviluppò il linguaggio di programmazione Lisp. Ricevette il Premio Turing nel 1971 ed è noto come il «Padre dell’IA». McCarthy propose anche il concetto di «time-sharing».
Marvin Minsky
Pioniere dell’Architettura dell’IA
Minsky fu co-fondatore del Laboratorio di IA del MIT. Diede contributi importanti alle reti neurali, al ragionamento di senso comune e alla teoria dei frame. Ricevette il Premio Turing nel 1969.
Allen Newell e Herbert Simon
Scienziati Cognitivi
Newell e Simon co-svilupparono il Logic Theorist e il General Problem Solver, unendo informatica e psicologia cognitiva. Simon ricevette il Nobel per l’economia nel 1978; lui e Newell ricevettero congiuntamente il premio Turing del 1975.
Frank Rosenblatt
Pioniere delle Reti Neurali
Rosenblatt fu l’inventore del Percettrone. Sebbene la ricerca sulle reti neurali abbia attraversato un periodo di crisi, il suo lavoro gettò le basi per l’attuale deep learning.
Joseph Weizenbaum
Pioniere dell’Interazione Uomo-Macchina
Weizenbaum creò ELIZA. Sebbene tecnicamente semplice, suscitò profonde discussioni filosofiche sull’interazione uomo-macchina e sull’intelligenza delle macchine. Weizenbaum divenne in seguito uno dei primi sostenitori dell’etica dell’IA.
Citazioni celebri
Si cercherà di trovare come far sì che le macchine usino il linguaggio, formino astrazioni e concetti, risolvano tipi di problemi attualmente riservati agli esseri umani, e migliorino se stesse.
Le macchine saranno capaci, entro vent’anni, di svolgere qualsiasi lavoro che un uomo può fare.